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“Riparte il futuro”, Libera e Gruppo Abele contro la corruzione. Firmano 800 candidati

103023420_riparte_il_futurodi Anita Santalucia

Centomila persone dietro le firme raccolte in un solo mese da “Riparte il futuro”, una campagna promossa dalle associazioni guidate da don Luigi Ciotti, Libera e Gruppo Abele. Prima mobilitazione in Europa di tale portata, la petizione partita on-line chiama a raccolta i cittadini su un tema cruciale come quello della corruzione, politica e sociale.
Riparte il futuro”, infatti, è un movimento composto da cittadini di ogni età e professione, regione, stato sociale, che per la prima volta si sono riuniti sotto un unico pensiero, lontano da colori politici. Il ritmo di crescita sembra essere travolgente, si parla di oltre trentamila adesioni al giorno. L’intento è di urlare a voce alta le difficoltà civili per poter ripartire utilizzando le migliori energie. Il 16 gennaio, a Roma, c’è stata la presentazione del manifesto d’intenti di questo movimento del tutto libero e avulso da restrizioni di tipo ideologico. Per la prima volta, l’idea generale sotto cui ognuno dei 100mila firmatari si è riconosciuto è proprio la questione della libertà di esprimere il proprio diritto al voto senza ingerenze di alcun tipo e soprattutto l’idea secondo cui una buona politica deve passare dalla trasparenza delle persone che la politica la fanno.
“Riparte il futuro” chiede formalmente, a tutti i candidati delle prossime elezioni, di sottoscrivere cinque impegni di trasparenza, integrità e responsabilità nel modo più semplice: mettendo in rete il curriculum vitae, la condizione reddituale e patrimoniale, l’eventuale presenza di conflitti d’interesse, la situazione giudiziaria. Oltre questa richiesta c’è anche l’impegno, nei primi cento giorni della nuova legislatura, a modificare l’art. 416 ter del Codice Penale, la norma che riguarda lo scambio elettorale politico-mafioso. L’articolo, infatti, considera corruzione il passaggio di denaro dal rappresentante politico al mafioso di turno, tralasciando, però, questioni di uguale importanza come i cosiddetti “favori”, raccomandazioni a chiunque, informazioni privilegiate in cambio di voti e non ultime le garanzie di repressione; tutti atti molto semplici ma che permettono ai cartelli criminali di entrare di diritto nella vita economica e sociale del paese corrodendo il sistema dall’interno. Dalla lista dei nomi che aderiscono alla campagna, si notano tanti firmatari giovani: la corruzione, infatti, sembra iniziare proprio dal sistema di impiego dei giovani e una migliore e più utile trasparenza è sentita come una svolta nel settore occupazione in ginocchio. Sul sito www.riparteilfuturo.it, si possono leggere alcune testimonianze di firmatari e firmatarie tra cui Valentina, 19 anni, studentessa, che dice: “Ho firmato perché credo nella bellezza dell’Italia e nell’onestà del suo popolo e perché credo che lavorare insieme possa portare ad un futuro più bello e più pulito”; oppure Armando, 22 anni, studente, che dice di aver firmato “perché anche una sola firma per una politica più trasparente è una grossa spinta per far ripartire l’Italia e il futuro”; ed infine Marcello, 26 anni, studente lavoratore, che dice di aver firmato a prescindere dal colore politico perchè “avere fiducia nel governo vuol dire prima di tutto percepire la trasparenza in ogni atto di chi ti rappresenta”.
1299116936_5Ma non solo studenti. Molti anche i personaggi pubblici che hanno sottoscritto questa iniziativa come Daniele Silvestri che avverte: “Non sono così ingenuo da pensare di poter vivere in un paese libero da ogni forma di corruzione. Vorrei però almeno poter dire che le istituzioni e il parlamento che mi rappresentano stanno facendo tutto il possibile per ridurre questa orrenda metastasi che ci sta divorando dall’interno. Vorrei che adottassimo tutti gli strumenti giuridici e culturali necessari, per essere in prima linea in Europa in questa difficile battaglia, invece che un imbarazzante fanalino di coda. Vorrei insomma smettere di vergognarmi e tornare ad avere fiducia nel mio paese. Per questo sono e sarò sempre a fianco di Libera, Gruppo Abele e Don Ciotti in questa fondamentale campagna”. L’iniziativa è stata sottoscritta, tra gli altri, anche da Gad Lerner, Serena Dandini e Niccolò Fabi, oltre che da imprenditori e lavoratori di ogni parte del Paese. L’iniziativa sembra aver acceso una luce in più sul fenomeno corruzione in Italia. Durante la presentazione dell’iniziativa , infatti, Don Luigi Ciotti, Francesca Rispoli, presidente di Libera, e Leonardo Ferrante, operatore del gruppo Abele, ed Eugenio Orsi, responsabile della strategia digitale, hanno denunciato alcuni dati precisi sul fenomeno. La corruzione costa 60 miliardi di euro ogni anno: questa è la stima della Corte dei Conti, che calcola questa stessa cifra per permettere all’Italia di uscire dalla recessione. Inoltre, basterebbero 14 miliardi di quelli che si accumulano grazie al sistema corruzione per terminare opere fondamentali e per riorganizzare il sistema di trasporto pubblico in molte città italiane. Dieci miliardi servirebbero per la sistemazione definitiva degli edifici scolastici e 2,5 miliardi per il restauro idrogeologico del Paese; per assicurare l’efficacia degli ammortizzatori sociali lo stato avrebbe bisogno di 20 miliardi di euro, 4 miliardi per evitare ai cittadini di pagare l’imu e 3 miliardi per costruire 10 ospedali modello. E se proprio questi 60 miliardi non si impiegassero per mettere apposto queste questioni, si potrebbero utilizzare per pagare gli interessi annui del debito pubblico italiano. Dati che bastano a dire che la macchina della corruzione, da sola e non solo ideologicamente, rovina e deturpa il paese. Il termine per aderire alla campagna è scaduto lo scorso 20 febbraio e ben 143,677 sono state le firme raccolte, con 825 candidati che hanno scelto la trasparenza e che indosseranno, per i primi cento giorni di governo, un braccialetto bianco simbolo di impegno e di adesione ad una campagna che guatrda a futuro più trasparente e meno inquinato.
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